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Erbario

Tarassaco (Taraxacum officinale Weber)

Tarassaco (Taraxacum officinale Weber)

Tarassaco (Taraxacum  officinale Weber)

Famiglia: composite

Pianta: erbacea, perenne, alta fino a 50 cm

Fusto: sotterraneo (rizoma)

 Foglie: oblungo-lanceolate con margine frastagliato e apice appuntito, raccolte in rosetta alla base

Fiori: capolini di fiori gialli su asse floreale di colore rossiccio; compaiono da febbraio a ottobre

Frutti: acheni, appuntiti con sull’apice un ciuffetto di peli che forma una piumetta

Origine: cresce fino a 2000 metri di altitudine in campi incolti, prati e lungo i bordi delle strade e dei fossi; è diffusissimo allo stato selvatico e per questo motivo non se ne pratica una vera e propria coltivazione

 

Parti da utilizzare: rizoma, foglie e fiori

Come si coltiva: ; è diffusissimo allo stato selvatico e per questo motivo non se ne pratica una vera e propria coltivazione

Quando si raccoglie: il rizoma e le foglie si raccolgono dalla primavera all’autunno; i fiori nel periodo della fioritura (marzo-ottobre)

Come si conserva: il rizoma, dopo essere stato accuratamente pulito, va essiccato al sole o in forno ad una temperatura moderata e si conserva in sacchetti; le foglie si consumano fresche o si lasciano essiccare prima di riporle in sacchetti ermetici; i fiori si utilizzano soltanto freschi.

 

 

 

Notizie e curiosità

 

Pianta infestante dalle notevoli virtù

 Il tarassaco è considerata un’erba infestante facilmente riconoscibile nei nostri prati per i grandi fiori gialli simili a grosse margherite e per le pelose sfere bianche che tanti bambini si divertono a soffiare.

 Ciò che è degno di nota riguardo a questa pianta sono le sue innumerevoli virtù terapeutiche tanto da renderla una delle medicine naturali più utili all’uomo

 

Una pianta con tanti nomi

Viene volgarmente chiamata “dente di leone” a causa della forma dentata delle sue foglioline.

Si è soliti appellarla “soffione” per via della palla lanosa che produce e che i bambini come gli adulti si divertono tanto a soffiare.

Il tarassaco è conosciuto anche con il nome “piscialetto” come  per sottolineare le sue proprietà diuretiche note e propagandate fin dal Seicento.

In alcuni posti è denominata anche “capo di frate” e “cicoria selvatica”.

Il nome ufficiale deriva di nomi greci “tarakè” che significa scompiglio e da “akos” che significa rimedio; questo nome tende a significare, quindi, un rimedio capace di riportare ordine in un organismo in subbuglio.

 

Le proprietà depurative del tarassaco

 

Questa pianta è stata conosciuta in Occidente in tempi relativamente recenti; il suo utilizzo infatti, risale solo a partire dal Medioevo quando gli erboristi iniziarono ad apprezzare le sue proprietà depurative.

L’antica medicina cinese, invece, utilizzava il tarassaco già da diversi millenni prescrivendolo come cura di bellezza per una pelle luminosa e sana e per rendere limpidi gli occhi.

Gli indiani lo utilizzavano per curare ulcere, epatiti e problemi dentari.

Gli arabi del X secolo furono i primi ad individuare le sue proprietà diuretiche.

Nel Seicento il tarassaco fu impiegato per la cura di malattie epatiche,  calcoli e l’itterizia.

 

 

 

 

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