Fragola (Fragaria vesca L.)

Famiglia: Rosacee

Pianta: erbacea, perenne, alta circa 20 cm

Fusto: un fusto strisciante (stolone) dal quale escono delle radici in corrispondenza delle quali nasce un altro fusto corto su cui crescono foglie e frutti

Foglie: ovate, con margine dentellato

Fiori: racemi di 5/8 fiori bianchi formati da cinque petali

Frutti: falsi frutti composti da una parte carnosa di colore rosso nei quali sono inseriti i veri frutti (acheni) che sono i semini che si trovano in superficie

Origine: la pianta si può trovare allo stato selvatico nei boschi, nei campi e nei prati fino a 1600 m di altezza

Parti da utilizzare: i frutti e le foglie (per la preparazione di infusi)

Quando si raccoglie: le foglie si raccolgono in primavera, i frutti in estate

Come si conserva: le foglie si fanno essiccare all’ombra e si conservano in sacchetti o barattoli, i frutti si consumano freschi o si conservano surgelati o in preparazioni quali marmellate, liquori, sotto zucchero,…

 

Notizie e curiosità

Le fragoline di bosco

L’uomo preistorico impiegava le fragole nella sua dieta quotidiana ma, naturalmente, erano molto diverse da quelle che troviamo oggi sul mercato sia per aspetto che per sapore.

Le fragoline selvatiche, molto più piccole di quelle da serra, sono meno succose ma anche molto più dolci, profumate e gustose.

Il “beneficio di dio”

Le fragole iniziarono ad essere coltivate in Francia nel XVI secolo, quando il giardiniere del Re Sole iniziò ad apprezzarle, oltre che per la loro fioritura, anche per la loro funzione alimentare.

Per i Romani, questi frutti, costituivano un efficace rimedio contro alcune malattie.

Linneo chiamò la fragola “beneficio degli dei” per il fatto di essere guarito da una grave forma di gotta proprio grazie ai suoi benefici curativi.

Proprietà della pianta

Le fragole vennero apprezzate nel corso dei secoli per la loro proprietà diuretica e vennero impiegate per curare specialmente gotta e tisi.

Tuttavia, questi frutti, possono provocare manifestazioni allergiche e orticarie; per evitare questo inconveniente è utile la cosiddetta “profilassi di desensibilizzazione” ovvero mangiare ogni giorno per una settimana un pezzettino molto piccolo di fragola, insufficiente a scatenare un’allergia, ma utile a “vaccinare” l’organismo per le future consumazioni.

Tags: fragola, gotta artrite, fragoline di bosco, tisi

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