Cacao (Theobroma cacao L.)

Cacao (Theobroma cacao L.)

Caratteristiche della pianta

Famiglia: Sterculiacee

Pianta: albero dall’altezza di 4/10 metri con grandi rami lisci

Fusto: arboreo e corteccia bruno-nerastra

Foglie: grandi con forma oblunga e margine liscio, persistenti

Fiori: molto piccoli di colore bianco o rosato solitari o riuniti a grappolo

Frutti: bacche lunghe anche 20 cm con un rivestimento corposo di colore giallo; all’interno la capsula legnosa contiene numerosi semi

Origine: originario dell’America tropicale; oggi l’Africa ne fornisce più della metà della produzione mondiale

Parti da utilizzare: si utilizzano i semi all’interno delle bacche

Quando si raccoglie: si raccoglie durante tutto l’anno; in Italia è un prodotto soltanto importato non essendo coltivabile a causa del clima non ottimale

Come si conserva: la polvere si deve conservare in barattoli dotati di chiusura ermetica al riparo dall’umidità

 

Notizie e curiosità

Prima della scoperta dell’America, l’Europa ignorava l’esistenza di questa pianta.

All’inizio fu accolta con molta diffidenza in quanto ritenuta dannosa per la salute; soltanto in seguito è stato accertato che non è il cacao ad essere dannoso ma le sostanze che ad esso vengono aggiunte.

In tempi passati, il cacao veniva celebrato come un potente tonico, diuretico e febbrifugo.

Gli Indios dell’America lo consideravano addirittura un dono degli dei capace di nutrire e alleviare le fatiche del lavoro.

La cioccolata di Montezuma

Il primo occidentale che assaggiò una bevanda al cacao fu Hernando Cortez nel 1519 al quale fu offerta dal governatore azteco Montezuma; fu lui successivamente ad introdurre la bevanda alla corte spagnola dove riscosse un enorme successo.

L’olandese Van Houten

Per circa un secolo la conoscenza del cacao rimase confinata in Spagna e le ricette con esso realizzate furono mantenute segrete.

Verso la metà del Seicento l’utilizzo del cacao si diffuse in Europa e fu particolarmente apprezzata in Olanda ed in Inghilterra.

Il cioccolato a barrette, come lo conosciamo oggi, fu introdotto nel 1820 dall’olandese Van Houten.

 

 

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